
Uno studio d’architettura ferrarese consiglia ai propri clienti di simulare l’intervento quando la ristrutturazione è ancora solo un pensiero. È quanto ha fatto VM4 Projects, studio tecnico con sede a Ferrara, dopo aver testato Coeva.it su due casi reali. A leggerla così sembra una frase proveniente da un mondo alla rovescia e, in effetti, introduce un ribaltamento non banale nel modo di intendere il progetto e il processo dei lavori.
Siamo abituati a pensare che una committenza “preparata” limiti la libertà progettuale, che imbrigli il lavoro del tecnico o lo costringa a muoversi dentro confini troppo stretti. L’esperienza raccontata da VM4 Projects va nella direzione opposta: una committenza con le idee chiare non è un intralcio, è parte integrante della qualità del progetto e del cantiere.
Non si tratta di un gioco delle tre carte, anche se gli elementi fondamentali di una buona pianificazione sono proprio tre e restano sempre gli stessi: stato di fatto, risorse necessarie, risultato atteso. È esattamente qui che si innesta il motivo per cui uno studio tecnico arriva a suggerire al proprio cliente una valutazione autonoma dell’intervento. Perché il progetto architettonico, anche quando è solo preliminare, non può prescindere da una base solida: la fattibilità.
Nella prassi più diffusa, invece, il progettista comincia a lavorare dando per assodata la fattibilità dell’intervento. La volontà del cliente di ristrutturare viene letta come garanzia implicita che “si possa fare”. Da qui nasce una dinamica fin troppo nota: progetto, stima preliminare, presentazione al cliente e, solo a quel punto, la sorpresa sui costi. A seguire, inevitabilmente, arrivano i ridimensionamenti, le rinunce, le varianti in corso d’opera. Nulla di nuovo sotto il sole.
Eppure, per governare questi passaggi non servono strumenti complessi. Servono esattamente quei tre elementi iniziali: stato di fatto, risorse a disposizione, risultato atteso. Gestirli prima consente di risparmiare tempo, evitare lavoro disperso al tecnico incaricato e soprattutto evitare di spendere male risorse che potrebbero invece essere impiegate per aumentare la qualità complessiva dell’intervento.
Perché una buona ristrutturazione nasce da un buon progetto, ma un buon progetto non nasce da solo. Scaturisce da un’impostazione preventiva corretta, che va ben oltre una semplice quantificazione economica.
Su queste basi lo studio ferrarese VM4 Projects ha testato Coeva.it su due casi reali. Due appartamenti nel centro storico di Ferrara, in zona a traffico limitato, stesso edificio, stessa metratura e conformazione, uno al primo piano e uno al secondo. In entrambi i casi si trattava di interventi sulle finiture, con immobili in buono stato di conservazione.
Il risultato è stato un piano di fattibilità che avrebbe consentito al committente di mantenere il controllo dell’intervento dall’inizio alla fine. Il report generato da Coeva.it ha retto all’urto della realtà non solo per l’ammontare complessivo dei lavori, ma soprattutto per le caratteristiche costruttive e qualitative attribuite ai singoli ambienti.
Una stima costruita ambiente per ambiente, sempre intrecciata tra stato di partenza e stato di arrivo. Non la classica stima “a metro quadro”, ma una valutazione che tiene conto della vocazione d’uso e delle condizioni iniziali di ogni spazio.
Ecco perché è auspicabile utilizzare Coeva.it prima di procedere con un investimento così rilevante. A confermarlo sono gli stessi progettisti, che al termine del test hanno restituito questo feedback:
“Ferrara, centro storico, via in Zona a Traffico Limitato. Due appartamenti (piano primo e piano secondo), medesima conformazione e metratura, uno finito, l’altro no. Coeva.it ha fornito un buon supporto di confronto tra la stima iniziale e i costi effettivamente sostenuti dal Committente per l’intervento; pertanto Coeva.it va suggerito proprio come strumento iniziale di stima e valutazione preventiva. La criticità maggiore riscontrata è nel costo parametrico riferito alla cucina, che risulta stimato con un incremento di circa il 20% rispetto ai costi effettivamente sostenuti.”
Proprio questo scostamento sulla cucina merita di essere letto come un punto di forza. La cucina è uno degli ambienti più variabili in assoluto, soprattutto nelle tendenze contemporanee, dove può fondersi con il soggiorno o mantenere una propria autonomia funzionale. Una stima prudente, in questo caso, rafforza il margine di sicurezza dell’investimento e tutela il committente da scelte affrettate o sottovalutate.
Coeva.it è uno strumento in continuo perfezionamento e feedback come questo contribuiscono a rendere i report di fattibilità sempre più accurati e affidabili. Ma il valore reale non è solo nella tranquillità che ne deriva. Avere le idee chiare significa far lavorare meglio il progettista, spendere meglio le risorse e ottenere un risultato più coerente.
Non significa sostituirsi al tecnico, né mettere in discussione le sue competenze. È, al contrario, un gesto di rispetto verso la sua professionalità. Presentarsi con un quadro chiaro, costruito grazie a un sistema robusto come Coeva.it, è il modo migliore per iniziare un progetto nel modo giusto.
Come recita un vecchio detto ferrarese, “Al trop pensar al vien dal poc capir”. Pensare troppo nasce dal capire poco. A volte non serve aggiungere confusione, ma fare chiarezza prima. E farla bene.